Rapporto sulle risorse didattiche aperte
La Open University inglese ha pubblicato sul suo sito il rapporto “OpenLearn. Research Report 2006 – 2008” (Pdf). Si tratta ricerca sullo stato delle risorse didattiche aperte (OER) nel quale si analizzano due anni di lavoro e iniziative della più grande università aperta del mondo.
Il rapporto mette insieme casi di studio, ricerche e riflessioni per delineare alcune prospettive di produzione e utilizzo delle OER. Si analizza l’impatto che la produzione di contenuti aperti esercita sulla organizzazione di una struttura accademica, sugli studenti, sui docenti e sulle attività di ricerca. Si suggeriscono metodologie e buone pratiche. Tutti gli attori coinvolti nella produzione e nell’uso delle OER sono statio intervistati e sottoposti a questionari valutativi. Ne risultano modelli di produzione e utilizzo che aiutanmo a comprendere come funzionano le risorse didattiche aperte e quali conseguenze hanno su coloro che ne usufruiscono.
Il rapporto presenta anche i numeri che testimoniano il successo della Open University nei due anni oggetto dell’analisi:
- 3 milioni di visitatori unici
- 75.000 utenti registrati
- 35% di visitatori che tornano sul sito dell’università
- 69% dei visitatori che accedono dall’esterno del Regno Unito
- 10.000 ore di contenuti liberamente disponibili
- 10.000 richieste di registrazione ai corsi dell’università
Recentemente lo stesso primo ministro Gordon Brown ha riconosciuto la validità delle iniziative che riguardano le risorse educative aperte e ha varato un programma di finanziamento per le OER che prevede l’assegnazione di £7.8 millioni all’Open University.
Il programma di ricerca sulle OER verrà d’ora in poi condotto da OLnet in collaborazione con la Carnegie-Mellon University, grazie ai finanziamenti provenienti dalla fondazione William and Flora Hewlett.

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